![]() Quando succede agli altri sembra un avvenimento limitato, facile da isolare, da superare. In realtà, quando succede a noi, ci si trova assolutamente sole, in un’esperienza vertiginosa, cui l’immaginazione non si è mai neanche avvicinata. |
Sonia Riotta è una quarantenne siciliana dai rapidi cambiamenti di umore, protagonista di REIKO (Il Lunario) seconda prova narrativa dello psicoterapeuta agrigentino Renato Schembri, che scandaglia i fondali della psiche riportandone in superficie quel grumo di follia e cattiveria necessarie a tradursi in atti estremi. Sonia, un'insegnante di sostegno per i disabili, dalla vita anonima e viziata da piccole e grandi ingiustizie quotidiane, una donne che gli psicologi non li ha mai sopportati, finisce per essere un caso, poliziesco e letterario, giacché da omicida e da colpevole di danno al patrimonio archeologico diventerà personaggio di un romanzo. Al centro della vicenda il sito archeologico agrigentino indicato come la tomba del tiranno Terone, un luogo che non racchiude alcun mistero trattandosi perlopiù di fatti reali, ma intreccia squallidamente fatti e persone del nostro tempo.
Un libro può suscitare mille emozioni, può attirarti per infinite, note ed ignote, motivazioni. Il romanzo di Schembri, piacevole nella lettura, avvincente nella originale trama di "giallo al contrario" (si conosce l'assassino ma non la vittima), mi ha lasciato una sensazione che può essere riassunta nella parola chiave "appartenenza": ho fortemente sentito di appartenere allo stesso universo culturale di Renato Schembri, psicoterapeuta agrigentino.
Giallo con Omicidio nella Valle e, sullo sfondo, l'abusivimo.
Renato Schembri, di professione psicoterapeuta, con REIKO, ha dato forma a un romanzo di accecante misantropia: gli uomini che in esso compaiono, ne escono con le ossa rotte. Insensibili, egoisti, prepotenti, non riescono a guardare oltre al loro naso. Le donne, invece, pur essendo vittime, hanno una loro dignità: donne che, pur di rimanere insieme all'uomo che amano, sono capaci di mascherare il loro stesso amore. La protagonista della vicenda narrata da Schembri si chiama Sonia Riotta: la sua vita sembra attraversata, come le altre, da nevrosi ed idiosincrasie. Eppure l'incontro con Reiko, una ragazza giapponese, le cambia l'esistenza: finalmente riesce a capire cosa le sta più a cuore, cosa è meglio per la sua vita. E' un romanzo mosso da un irrefrenabile impulso distruttivo, ma è anche la narrazione dell'amore e della condivisione. A riparo dalla trappola del pirandellismo di natura, di cui parlava Sciascia, l'agrigentino Schembri da prova del suo talento di narratore, dimostrandosi capace di raccontare una storia sulla diversità.
La casa editrice Il Lunario di Enna ha dato alle stampe l'opera prima di Renato Schembri dal titolo "Reiko".
Schembri è un agrigentino di Naro che vive la vita della città di provincia assimilandone vizi, difetti e pregi, che trasfonde a piene mani nella sua opera. Nel suo libro si riconosce subito l'Agrigento degli anni novanta, le passioni che hanno sconvolto la città con la sua tangentopoli stracciona, ed i personaggi agrigentini di quel tempo che non sono tanto "casuali", il giustizialismo che nulla ha a che fare con la giustizia sciasciana. Il romanzo che subito ci ha affascinato, vuole essere un giallo ma, a nostro avviso, potrebbe essere classificato tra i libri di introspezione e ciò non a caso, dato che lo Scrittore è uno psicologo che ha molta dimestichezza con Freud. Il romanzo di Schembri racconta la storia di Sonia Riotta, una donna di 40 anni, della piccola borghesia di provincia che vive una serie di drammi quali la separazione dal marito, l'allontanamento dall'insegnamento per storie di gelosie e di meschinità tipiche della vita di ufficio, l'abbandono del suo uomo nel momento più importante della sua vita, i tradimenti delle amiche. E tutti questi drammi risvegliano nel subconscio un istinto di distruzione che la portano al delitto, delitto come catarsi, delitto come estrema giustizia contro l'ingiustizia della vita e delle vicende umane. E difatti la stessa protagonista afferma che sia l'uomo che la donna arrivano a compiere questo gesto perché, quando si uccide non si uccide una sola persona, si uccide il mondo intero, si uccidono tutti i bambini del mondo, tutti i vecchi del mondo, tutti gli uomini e tutte le donne del mondo: si uccidono tutte le speranza del mondo. E a questa liberazione Sonia arriva dopo avere interrogato il suo Io, rappresentato dall'amica Reiko, che è la fidanzata del figlio venuta dal lontano Giappone a seguito di contatti via Internet (la telematica irrompe con Schembri nel mondo della letteratura portando una nota di novità e di giovinezza tipica dei giovani scrittori "cannibali"). La storia di Sonia si intreccia con l'arresto della Commissaria di Polizia Gabriella Foresi (che non è un personaggio virtuale) e questa storia il più delle volte prende il sopravvento sulla prima per cui nel libro troviamo le problematiche dell'abusivismo, delle ingiustizie, del giustizialismo, di tangentopoli. L'intreccio delle due vicende è manovrato da Schembri con maestria e con sagacia e coinvolge pienamente il lettore che è portato a leggere il libro con gusto, trovandovi il proprio mondo. Il romanzo Reiko rende un quadro molto bello dei vizi e dei difetti della nostra società di provincia e ne viene fuori uno spaccato che fa del libro un documento sociologico. Ed anche l'erotismo che pervade alcune vicende dell'opera, pur potendo sembrare scabroso e spesso piccante, è l'erotismo che si vive nei nostri ambienti apparentemente perbenisti ma nel quale si vivono tutte le esperienze, come lo si vive nel mondo di Moravia. Il linguaggio è semplice, infarcito di battute dialettali che ci riportano a Sergio Atzeni, a Marcello Fois, a Cacopardo, a Camilleri e a tanti scrittori sperimentalisti di fine secolo. Il libro di Schembri bisogna assolutamente leggerlo perché mostra un autore siciliano di sicuro talento che noi aspettiamo alla sua seconda prova che già è in gestazione.
Una Donna, un giornalista e un misterioso omicidio |
